domenica 20 aprile 2008
Enfin
veuve
Anno:
2008
Durata: 97'
Regia: Isabelle Mergault
Cast: Michèle Laroque, Jacques Gambin
Ce
vieux reve qui bouge
Anno: 2001
Durata: 50'
Regia:
Alain Guiraudie
Cast: Pierre Louis-Calixte, Jean-Marie Combelles,
Jean Ségani
Trois
faces
Anno: 2007
Durata: 46'
Regia:
Erik Bullot
documentario
Le
premier venu
Anno: 2008
Durata: 123'
Regia:
Jacques Doillon
Cast: Clementine Beaugrand, Francois
Damien, Guillome Saurrel,
Trama - Una donna perde il marito. Finalmente è libera di dedicarsi all'amante. La famiglia le si stringe intorno per non lasciarla sola, così lei si ritrova più prigioniera di quando era sposata.
Recensione - Semplicemente delizioso. tutti gli attori bravissimi, lei nella sua 2finzionale" svagatezza, i parenti nell'essere davvero insopportabili nella loro affettuosa invadenza. Per un attimo, davanti all'offensiva familiare, si teme che davvero lei rinunci, il film, dopo 90 minuti di grande comicità, assume un tomo di assoluta malinconia e rimpianto, per un attimo si teme che lei sia addirittura morta e invece.... Insomma evviva i francesi che non sono nemmeno falsi moralisti.
Trama - Un giovane tecnico arriva in una fabbrica in via di chiusura per smontare dei macchinari. Guiraudie convoca jacques Tatì mescolando il crepuscolo del mondo operaio con il sorgere del desiderio omosessuale.
Recensione - l'omosessualità del protagonista è trattata con una leggerezza che altre cinematografie se la sognano. E su tutto mi sembra che abbia più importanza il triste senso di smobilitazione (e di perdita del lavoro) di una fabbrica. La fotografia è geniale: girato quasi sempre in un interno che ha tutto il sapore della fabbrica già abbandonata, i volti dei protagonisti sono sempre in ombra; l'unica "luce" è quella del tramonto rosso sui mattoni e sulla ciminiera rossa della fabbrica ma a quel punto non c'è più nessuno.
Trama - Inchiesta su tre città portuali del Mediterraneo: Barcellona, Genova e Marsiglia. E sull'idea di confine.
Recensione - A guardare queste città che sono tutte portuali, che guardano il mediterraneo che è un mare di quel blu che ti viene voglia di berlo a lunghi sorsi, sembra di sentire il profumo di salsedine misto a quello delle navi. città di porto e, quindi, città di frontiera, posti del mediterraneo dove, in epoche di grandi migrazioni, arrivano genti diverse con le quali ci si deve confrontare. E'il caso di Marsiglia e del centro di accoglienza di cui nessuno racconta nulla; è il caso di Genova dove gli urbanisti si chiedono come fare in un centro storico così grande e rigido, a risolvere la questione dell'accoglienza dei nuovi genovesi. Oppure, ed è il caso di Barcellona, ci sono da sempre genti diverse che si confrontano con la non semplice questione della lingua: il catalano e il castigliano.
Trama - Vent'anni, borghese, una vita insoddisfacente. Decide di amare; non in base alla bellezza, al merito o all'ammirazione. Lei decide di amare "il primo venuto"
Recensione - Strana scelta quella di chiudere "non in bellezza" e cioè dopo tante cose davvero carine, chiudere con un film così difficile e apparentemente lungo e fuori dalle righe della semplice godibilità. Ma... ehhhh... La prima considerazione che viene da fare è che lui è decisamente il figlio o il nipote di Acccattone di Pasolini: quasi stessa faccia da antipatico pericoloso impunito spacciatore neanche tanto pentito, stessa situazione da sottoproletariato, anzi peggio perchè qui siamo in provincia, una provincia anche questa strana, su un mare che è fatto di lunghe, importanti maree. E lei è incomprensibile: nella scelta di seguirlo, nella scelta di difenderlo, nelle teorie sull'amore per "il primo venuto"... sembra pazza e forse lo è. Sono tutti insopportabili eppure, come spesso accade, si vuole vedere come andrà a finire. E, incredibilmente finisce bene. I francesi sono sempre romantici, anche in una situazione da "brutti sporchi ecattivi"
