sabato 19 aprile 2008

Meurtriéres
Anno: 2006
Durata: 97'
Regia: Patrick Grandperret

Cast: Ande Kodja,Céline Sallette, Gianni Giardinelli, Anais de Courson
 

 

 

 

 

 

Sotto le bombe

Anno: 2007
Durata: 98'
Regia:
Philippe Aractingi
Cast: Nada Abou Farhat, Geoges Khabbaz

 

L'incontro - Il regista dice subito che potrebbe parlare per ore di questo suo film e sintetizza. La lavorazione è stata molto particolare: la parte "documentaria" è stata girata in dieci giorni immediatamente dopo il cessate il fuoco e all'arrivo del primo contingente ONU (erano italiani ma nel film sono "francesi, immaginiamo per questioni di produzione). tanti i produttori, tutti "coraggiosi", fra cui anche produttori ebrei. Il  film è stato selezionato al Festival di Gerusalemme "e questo è un buon segno", sorride Aractingi. Straordinari, racconta, i due soli attori che sono riusciti ad essere estremamente spontanei in un film dove per la maggior parte delle inquadrature si è girato solo un ciack "perchè all'arrivo dell'elicottero non si poteva dire alle truppe la rifacciamo perchè la luce non va bene, o lo stesso ad un funerale o entrando ad ascoltare i racconti dei profughi che avevano perso tutto. E nemmeno un morto, una goccia di sangue: Aractingi ha voluto evitare la fascinazione che la guerra suscita anche in chi fa un film contro la guerra.

 

     

     

Trama - Nina e Lizzy. Incontro fra due ragazze un po' fragili. Il film racconta la giornata che precede l'omicidio e i loro sogni di adolescenti in cerca d'amore.

Recensione - Il film è un unico flashback: comincia con le due ragazze una coperta di sangue e l'altra con un coltello in mano e una signora che sviene. e finisce nello stesso punto attraverso i tanti episodi, del tutto plausibili, che portano all'omicidio queste due novelle "Thelma e Louise": una discoteca, una sbronza e degli amici che le "mollano" su una spiaggia. Le due sono senza soldi, fanno l'autostop, cercano di rubare la cassetta degli incassi ad un luna park, fanno l'autostop.... fino ad arrivare come Thelma e Louise ad un tentativo di stupro. Si può dire che questo film finisce dove comincia l'altro. Quello che sconcerta è, nella "distanza" emozionale dalla narrazione che solo il cinema francese riesce ad avere, è l'assoluta plausibilità della vicenda.

 

 

Trama - Zeina vive a Dubai e sta divorziando dal marito. Per proteggere il figlio lo manda dalla sorella in Libano. Allo scoppio della guerra parte alla sua ricerca.

Recensione - Si capisce subito che il film è girato veramente in Libano all'indomani del cessate il fuoco dell'ultima, ennesima e forse non ultima guerra. La prima inquadratura è di repertorio, sono VERAMENTE i bombardamenti sul sud del Libano, VERAMENTE saltano per aria le case. Veramente qualcuno lì sta morendo: donne, bambini, civili... Le vicende e i racconti dei due protagonisti, la madre che cerca il figlio e il tassista che la accompagna dietro lauto compenso, sono una semplice tessitura narrativa per poter raccontare lo spaccato vero del Libano del sud sotto le bombe, le donne che hanno perso i figli, i bambini che si sono ritrovati soli, i ponti crollati, le stradei interrotte, le pompe di benzina sventrate... tutte quelle cose che nei reportage "di guerra" non sono mai passati. Infatti questo è un film, particolare nel modo di girarlo ma un "film": nessun conto dei morti o delle bombe. Solo le vicende.

 

 

 

 

 

 

 

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