venerdì 18 aprile 2008

Didine
Anno: 2008
Durata: 103'
Regia: Vincent Dietschy 

Cast: Géraldine Phailhas, Julie Ferrier, Benjamin Biolay
 

 

 

 

 

 

Bienvenue chez les ch'tis

Anno: 2008
Durata: 106'
Regia:
Dany Boon
Cast: 
Kad Merad, Dany Boon, Zoé Felix, Philippe Duquesne

 

 

 

 

L'incontro - Dany Boon riesce a fare salti di registro degni di un grande acrobata: è un clown, è professionale, è sinceramente grato al suo pubblico. Il film, ci racconta, sperava di avere 5 milioni di spettatori e invece ne ha avuti 19 milioni. La sua considerazione è che evidentemente i francesi non solo hanno apprezzato di rivivere la commedia francese degli anni '50, ma hanno anche riscoperto un senso di unità nazionale (come se ce ne fosse bisogno - dico io).

Alla fine pare che il proverbio degli sc'tis dica il vero: chi viene qui piange due volte, quando arriva e quando parte perchè pare che alla fine delle riprese tutta latroupe piangeva calde lascirme

Trama - Alexandrine, 35 anni, detta Didine, si lascia trascinare dagli eventi. Incontrando un adolescente estroversa, un uomo seducente ed una vecchia signora senza pietà, diventerà padrona di sé e conoscerà l'amore.

Recensione - Per certi versi ricorderebbe "Il raggio verde": una over-trenta in cerca d'amore dal carattere difficilotto. Solo che i tempi sono cambiati: Didine è una creativa ma precaria e impiega il suo troppo tempo libero come volontaria per una associazione che assiste gli anziani. Intorno a lei personaggi stranissimi: la migliore amica a cui non manca nulla, nemmeno l'amore, che tenta ripetutamente il suicidio finchè non ci riesce, una vecchia signora apparentemente cattivissima, una giovane che sposa il suo vecchietto a cui vuole veramente bene per riuscire ad avere una stanza fuori dalla famiglia. Personaggi e sceneggiatura ai limiti del surreale con un copione spesso decisamente ilare. E, come nella migliore commedie francaise, un delizioso lieto fine.

 

 

Trama - Un impiegato dalla Provenza viene trasferito nel nord. Una commedia sullo choc culturale dell'incontro tra nord e sud della Francia, il film-fenomeno dell'anno che ha trascinato nelle sale milioni di spettatori

Recensione - Bellissimo, di altissima comicità, intriso fino in fondo di discorsi alti: per esempio il pregiudizio. il protagonista parte verso il "nord del nord della Francia" dalla sua solare cittadina del sud, pieno di luoghi comuni. Il piumino indossato alla partenza, sotto un più che tiepido solo primaverile a noi italiani fa immediatamente pensare a Totò che arriva a Milano col colbacco. Per il resto il film è una scoperta: per esempio, che esiste anche in Francia una differenza fra Nord E sud e che esistono i relativi, spesso atroci, luoghi comuni. E che è possibile trovare il "bello", l'umanità, in qualunque luogo purchè si abbia il cuore aperto per sentire.

e per il resto questo è uno di quei film che apre una riflessione sul doppiaggio: il film è intraducibile perchè intraducibili in un'altra lingua, sono gli equivoci e i giochi di parole e pronuncia fra il francese e lo ch'tis (più o meno è come se tutte le "S" nel nord del nord diventassero "SC" ma ovviamente non solo). Chi ha fatto i sottotitoli ha pensato al dialetto piemontese ma non è la stessa cosa. Ciò nonostante, poichè il cinema parla per immagini, il film racconta a prescindere dalle sottigliezze.

 

 

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