Talpa s.a.s. e Movimentofilm s.r.l.
Presentano
NOI, CHE SIAMO ANCORA VIVE
Nosotras, que todavía estamos vivas
un documentario di Daniele Cini
in collaborazione con Osvaldo Alzari
Globo d’oro per il miglior documentario italiano 2009

Sette donne, sopravvissute al genocidio argentino degli anni '70, raccontano, attraverso un Processo ai loro aguzzini, il difficile destino di essere sopravvissute e il senso ritrovato della vita.
NOI CHE SIAMO ANCORA
VIVE
di Daniele Cini
in collaborazione con Osvaldo Alzari
Il 15 marzo 2007 si è concluso in Italia un lungo processo ai militari argentini responsabili del genocidio degli anni ’70, per il sequestro e l’omicidio di alcuni cittadini italiani: da 25 anni in Argentina non s celebravano più processi ai militari, i governi democratici avevano decretato delle frettolose amnistie.
Ma i parenti dei 30mila desaparecidos, alcuni di essi di origine italiana, non hanno mai smesso di chiedere giustizia, ed erano riusciti ad averla solo in alcuni paesi europei, tra i quali uno fra i primi, l’Italia.
Il processo di Roma riguardava un luogo in particolare, forse il più terribile dei luoghi di morte di quel periodo oscuro: l’ESMA, Scuola meccanica della Marina militare, dove vennero torturati e fatti sparire, lanciandoli dagli aerei in mare aperto o nel Rio de la Plata, 5000 giovani e dove ne sopravvissero meno di 200.
Un Processo è di per sé una Storia: ha un percorso, delle testimonianze dolorose, un giudizio finale. Il nostro film, oltre a seguire e riprendere tutte le tappe del Giudizio penale, porta alla luce soprattutto i loro sentimenti: lo strazio delle madri che hanno sperato fino in fondo di rivedere almeno i corpi dei loro figli e di vedere giudicati i loro carnefici; il grande vincolo di solidarietà nato fra chi ha avuto un destino simile; il tormento e il senso di colpa dei sopravvissuti; l’impegno collettivo, e il risarcimento morale, seppur tardivo, nella lotta per la giustizia e il rispetto per i diritti umani; il trauma dei figli quando scoprono che i loro presunti padri sono a volte assassini dei loro autentici genitori.
Il filo conduttore iniziale è rappresentato dalle vicende di alcune donne sequestrate e scomparse: da Angela Aieta, madre coraggio nata a Marina di Fuscaldo, in Calabria; a Susana Pegoraro, figlia di un imprenditore veneto, Giovanni, risucchiato anche lui per caso nell’incubo che i militari argentini avevano previsto la figlia.
Ma durante il processo, diventano protagoniste soprattutto le tre generazioni di donne sopravvissute che mantengono insieme la memoria dolorosa di questo “passato che non passa”.
CREDITS
Talpa s.a.s., Gapz s.r.l. e Movimentofilm
con il sostegno
dell’INCAA e del Ministero degli Affari Esteri Italiano
Direzione generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie
e il contributo di RAI TRE – Radiotelevisione italiana
presentano
NOI, CHE SIAMO ANCORA
VIVE
Nosotras, que todavia estimo vivas
scritto da
Daniele Cini
e Osvaldo Alzari
fotografia
Osvaldo
Ponce
Massimiliano
Torchia
Claudio Beida
Raul Torres Mario Vasta
Suono
Martin
Montrasi Stefano Monaco
Montaggio
Alessia
Gervasi Julia Salerno
Montaggio del suono
Stefano Costantini
Organizzazione
Gabriela Aparici Nathalia Peluso Raffaella Soleri
Regia
Daniele Cini
In coda:
Assistenti operatori:
Nelson Gonzalez, Gerónimo del Castillo Martín Bravo
Assistenti
di produzione : Marco Tiraboschi e Andrea Puebla
Grafica:
Julio de la Vega
ricerche di
Archivio:
Paula Zacharías e Pascual Calichio
Archivi:
Museo del Cine, Marisel Flores, Di Films, Memoria Abierta.
Fotografie:
la mostra “Ausencias” di Gustavo Germano, Maurizio Mirrione
Musiche
:Ludovico Einaudi, Alessandro Molinari, Liliana Herrero, Leon Gieco, Victor
Heredia, Mercedes Sosa, Luis Alberto Spinetta, Litto Nebbia, Charlie Garcia,
Gotan Project
si ringrazia: la ROAD television, Jorge Ithurburu, Francesca e Marcello Cini, Orietta Coliandro, Michele Conforti, Marianne Cotton, Maura Crudeli, Wilma Labate, Danielle Mazzonis, Luciano Neri, Lorenzo K. Stanzani, Bruno Tribbioli, Marta Vignola. Abuelas de Plaza de mayo, Secretaria de los Derechos Humanos, Comisión Pro Monumento a las Victimas del Terrorismo de Estado, Espacio para la Memoria, Universidad de Lomas de Zamora, Fernando Garbarino, Eugenia Levin, Victoria Griggera, Gustavo Rodero, Adrián Jaime, Tauro Digital Sound.
SCHEDA TECNICA
Il film è stato realizzato tra il 2007 e il 2009 con differenti supporti video (da alcune riprese amatoriali alle riprese del processo con 2-3 camere in beta digitale e HDV). La prima versione televisiva durava 100 minuti ed è andata in onda col titolo “TANOS” nel programma televisivo DOC TRE di Rai tre, prodotto da TALPA sas con il contributo del Ministero degli Esteri – Dipartimento Italiani all’estero e politiche migratorie.
In seguito, è stata rimontata una nuova versione: “Noi che siamo ancora vive” della durata di 82 minuti.
Dopo aver ottenuto l’Interesse culturale nazionale argentino, coi fondi dell’INCAA abbiamo realizzato, in coproduzione con la GAPZ srl di Gabriela Aparici e Nathalia Peluso, la versione in 35mm, uscita in sala a Buenos Aires il 6 dicembre 2009 e distribuito in tutto il territorio argentino nei primi mesi del 2010. L’11 gennaio del 2011 il film è stato programmato nella Cineteca nazionale del Palazzo della Moneda a Santiago del Cile e in seguito distribuito in varie città cilene.
PREMI e FESTIVAL
“Noi che
siamo ancora vive” è stato proiettato in numerosi festival italiani e
stranieri, fra cui “Anteprima doc” di Bellaria, “Libero Bizzarri” di San
Benedetto del Tronto dove ha vinto il 2° premio, il BiFest di Bari, il
Laurafilmfestival di Levanto, il Salina doc dove ha vinto 3 premi, fra cui
quello della gemellata Mostra del Cine di San Polo del Brasile, dove è stato
proiettato in competizione e al Miradas doc di Buenos Aires, Argentina.
A luglio del 2009 ha ricevuto il Globo d’oro della stampa estera come miglior documentario italiano.
COMMENTI STAMPA
Il film è stato commentato molto positivamente dai principali giornali argentini e cileni (Clarin, Nacion, Pagina 12, Mercurio) e dall’Agenzia Ansa di Buenos Aires.
In Italia, Fabio Ferzetti del Messaggero ne ha parlato a lungo positivamente recensendo i premi al Salina doc fest e altrettanto ha fatto Flore Yovanovich di Terra.
Silvava Silvestri ha commentato sul Manifesto, in occasione delle due proiezioni pubbliche e affollatissime al cinema Nuovo Sacher (11 GENNAIO 2010) e alla Casa del Cinema di Roma (17 marzo 2010)
Nato a Torino nel 1955.
Diplomato al Centro sperimentale di Cinematografia nel '78.
Negli anni '80 regista per MIXER e QUARK, RAI1, 2 e 3.
Nei '90 reportage in Nicaragua, Colombia,Cina, Irak, Israele, Giordania,
Marocco, Perù, Algeria, Stati Uniti, Senegal e Germania.
Dal '92 regia delle minifiction di ULTIMO MINUTO e MISTERI e dal 2000 della
serie LA SQUADRA, RAi 3.
Nel '97 a Venezia e nel '98 a Cannes col cortometraggio "ARRIVANO I SANDALI"
nel film collettivo Intolerance. A Torino nel 2001 con il corto "ZITTITUTTI".
Autore con Carlo Lucarelli e regista di BLU NOTTE per Rai 3.
Nel 2003 il primo lungometraggio per il cinema LAST FOOD.
Nel 2004 pubblica il primo libro "IO, LA RIVOLUZIONE E IL BABBO" edito da
Voland.
Nel 2004 produce e dirige "SECONDA PATRIA" per History Channel
Negli ultimi anni produce e dirige con la soc. TALPA vari doc. per GEO & GEO
per RAI3 e per LA STORIA SIAMO NOI, Rai Educational (fra gli altri Maria
Callas, Luchino Visconti, Evita Peron, Gianni Morandi, Lucio Dalla,
Francesco De Gregori, Giuseppe Verdi…).
Nel 2008 produce e dirige il doc. TANOS, per Rai 3 e Ministero degli Esteri
e l’episodio “LA SIRENA” del film collettivo “ALL HUMAN RIGHTS FOR ALL”
Nel 2009 vince il Globo d’oro della Stampa Estera per il miglior documenario
con il doc "NOI CHE SIAMO ANCORA VIVE".
Nel 2010 il film esce in sala in Argentina e Cile e ottiene l’interesse
nazionale culturale argentino con l’Instituto de Cine y Artes Audiovisuales
(INCAA)
CONTESTO STORICO
Il 24 Marzo del 1976 una giunta militare guidata dalle tre principali Armate, depone la Presidente Isabelita Peron e prende il potere in Argentina.
Memore del recente colpo di stato in Cile (11 settembre 1973) che aveva creato una grande emozione nel resto del mondo per la sua brutalità, i militari argentini, anche consigliati dall’allora Segretario di Stato americano Henry Kissinger, scelgono la strada del silenzio.
In cinque anni di dittatura, crollata dopo la tragicomica impresa delle Falklands-Malvine, la Giunta militare riesce a far sparire nella notte 30.000 oppositori politici senza mai ammettere un solo arresto. E’la famosa tecnica dei desaparecidos.
La verità si scoprirà solo al ritorno della democrazia, un grande processo, accompagnato da una famosa inchiesta di denuncia, il “nunca mas” (mai più), porterà alla condanna dei principali responsabili del genocidio.
Ma solo due anni dopo, pressata dai ricatti dei militari, la giovane democrazia argentina farà carta straccia di quelle condanne, inventando leggi del perdono e provvedimenti di amnistia. Tutti i responsabili di crimini particolarmente efferrati, vengono rimessi in libertà.
Venti anni dopo, in Italia, viene celebrato un processo ad alcuni di questi militari per la scomparsa di una decina di cittadini italiani durante quegli anni.
Saranno condannati in contumacia. Poi verrà la Francia, la Spagna e di nuovo l’Italia, nel 2007, come testimonia il nostro film.
Contemporaneamente, in Argentina cambiano i Governi e arriva alla presidenza Nestor Kirchner, un uomo della stessa generazione dei desaparecidos. Le leggi del perdono vengono abolite, si riaprono i processi, torna la memoria.
E vengono alla luce le identità ritrovate: come quelle di quei bambini, oggi trentenni, nati nei centri di detenzione clandestina durante la dittatura e affidati a famiglie di militari, dopo averne ucciso i genitori. Ragazzi e ragazze che scoprono solo ora di essere stati tenuti all’oscuro da coloro che avevano sempre creduto essere i veri genitori e che allora furono complici dell’assassinio di quelli veri.
Storie atroci di prevaricazioni e di silenzio, che la scoperta – benché tardiva - della verità, permette oggi all’Argentina e a tutti i paesi che hanno vissuto queste brutali violazioni dei diritti umani, di vivere una nuova stagione di fiducia nella giustizia e nelle ragioni della non violenza.
PERSONAGGI DEL FILM
Estela
Carlotto,
Presidente dell’Associazione delle Nonne di Piazza di Maggio, candidata al
Premio Nobel per la Pace, è madre di Laura, una ragazza desaparecida
che ha partorito in prigionia. Estela si batte da sempre per la giustizia e
la ricerca dei nipoti adottati illegalmente dai militari. Il suo non è
ancora mai stato identificato. Ma la sua lotta ha permesso già di riportare
alle loro vere famiglie più di 100 ragazzi nati in prigionia.

Vera Vigevani Jarach,
ebrea milanese, fuggita in Argentina nel ’39 per colpa delle persecuzioni
razziali, per le quali aveva perso ad Auschwitz dei familiari, rivive lo
stesso orrore con il sequestro e l’uccisione della figlia Franca,
diciottenne, sequestrata all’ESMA, la terribile Scuola meccanica della
Marina militare.
Angela
Maria Aieta,
madre di due militanti della sinistra peronista, uno dei quali ex ministro
di Peron, in carcere già prima del golpe militare. Angela, nata in Calabria
ed emigrata da bambina, diventa attiva nella difesa dei diritti dei detenuti
politici. Nel ’76, poco dopo il golpe, viene sequestrata all’Esma e non
tornerà più. La stessa fine farà un altro suo figlio, Jorge.
Il processo di Roma nasce dal suo caso.

Chela Ojeda,
nuora di Angela Maria, sequestrata e torturata anche lei, ma rilasciata dopo
poco tempo. Lavora alla Segreteria dei diritti umani e grazie a lei è potuta
partire la denuncia che ha portato al processo di Roma.
Marta
Alvarez,
sequestrata a vent’anni nel ’76, sopravvissuta miracolosamente al sequestro,
è testimone chiave al Processo di Roma perché ricorda perfettamente
l’incontro con Angela Aieta e con la figlia di Vera Jarach, Franca. Marta
collabora con gli antropologi forensi, la squadra di professionisti che ha
riesumato le salme degli oppositori ritrovati in fosse comuni o restituite
dal mare, aiutandoli a ricostruire i nomi dei desaparecidos.

Munù Actis, sequestrata nel ’78, testimone della presenza di Susana Pegoraro all’Esma, dove è rimasta per due anni, torturata e sopravvissuta grazie alle sue doti grafiche e usata per falsificare documenti per i militari. Oggi è una delle più famose pittrici muraliste argentine.

Susana Pegoraro,
sequestrata e uccisa a vent’anni assieme al padre Giovanni, imprenditore
veneto di Mar del Plata, una città balneare a sud di Buenos Aires. Susana,
al momento del sequestro è incinta. Sua figlia Evelyn nasce all’Esma e viene
affidata a una famiglia di militari.

Evelyn viene a sapere di essere figlia di desaparecidos solo qualche anno fa attraverso una perquisizione nella casa dei suoi familiari, con l’arresto del padre. Evelyn rifiuta di fare le analisi del sangue per paura di veder condannati i genitori adottivi ai quali è affezionata. La polizia (in democrazia), su denuncia delle Nonne di Piazza di Maggio, riesce comunque a sequestrarle impronte di DNA e dimostrare che è effettivamente figlia di Susana Pegoraro.
Victoria
Donda, che
oggi ha poco più di trent’anni scopre nel 2004 di essere figlia di
desaparecidos. Il padre adottivo, militare, si spara un colpo in testa ma
non muore. I genitori vengono condannati, ma Victoria li perdona e resta in
ottimi rapporti anche con loro. Senza rinunciare a schierarsi dalla parte
dei suoi veri genitori, continuando la loro lotta e impegnandosi in politica
per un movimento di sinistra. Sarà eletta in Parlamento nel 2007 e sarà la
prima deputata eletta figlia di desaparecidos.