dal 24 settembre 2009
orario:
15.00 - 17.35 - 20.10 - 22.45

Baaria
Titolo
originale: Baaria
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 150'
Regia: Giuseppe Tornatore
Sito ufficiale:
www.medusa.it
Cast: Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole
Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri.
Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Luigi Lo Cascio, Enrico Lo Verso, Nino
Frassica, Laura Chiatti, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti,
Tony Sperandeo, Monica Bellucci, Leo Gullotta, Gabriele Lavia, Raoul
Bova, Aldo Baglio,Beppe Fiorello, Donatella Finocchiaro,
Produzione: Medusa
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 24 settembre 2009 (cinema)
PREZZI
DAL LUNEDI' AL VENERDI'
€.5,00 i pomeridiani e
€.7,00 i serali
IL MERCOLEDI'
€.5,00 tutti gli spettacoli,
FESTIVI (SABATO E DOMENICA)
€.7,00 tutti gli spettacoli.
DAL LUNEDI' AL VENERDI'
RIDOTTO PER ANZIANI E STUDENTI, BIBLIOCARD E METREBUS ANNUALE.
Trama
La storia di una
famiglia siciliana che prende le mosse dal ventennio fascista in cui Cicco,
sin da bambino apertamente contestatore, è un pastore che ha la passione per
la letteratura epica. Suo figlio Peppino, cresciuto durante la guerra,
entrerà nelle file del Partito Comunista divenendone un esponente di spicco
sul piano locale e riuscendo a sposare, nonostante la più assoluta
opposizione della famiglia di lei, Mannina che diventerà madre dei loro
numerosi figli che saranno comunque considerati da alcuni sempre e comunque
‘figli del comunista'.
Recensione
Tornatore riprende
a narrare della terra che ama, la Sicilia, e lo fa con un affresco
collettivo che abbraccia numerosi decenni della storia del secolo scorso. Lo
fa con quel piglio che a tratti travalica nell'enfasi che ormai gli è
proprio quando torna cinematograficamente a varcare lo Stretto di Messina (e
che gli procura tante critiche) ma anche con la sincera voglia di fare
cinema a tutto campo. Fare cinema si traduce per lui in un omaggio
consapevole e dichiarato a quanti lo hanno preceduto (qui in modo
particolare a Sergio Leone ma non solo) senza però rinunciare a un proprio
stile narrativo che procede per accumulo di immagini e di situazioni. È una
corsa contro il tempo quella che ci viene proposta sin dall'inizio con la
figura del bambino che apre il film. Corsa contro il tempo che cancella una
memoria collettiva che sembra progressivamente non esistere più e che
Tornatore vuole restituirci scegliendo la via della spettacolarità rivolta
al pubblico più vasto possibile. C'è una scena in cui Peppino torna a
Bagheria dopo essere emigrato per lavoro a Parigi. Ha ancora in mano la
valigia e un gruppo di suoi conoscenti, incontrandolo, gli chiede per dove
stia partendo. Nessuno di loro si è accorto della sua assenza.
Oggi ben pochi sembrano accorgersi della perdita della conoscenza di un
passato recente in cui umiliazioni, lotte e parziali vittorie lasciavano
segni profondi nella collettività. Segni che, come l'affresco sulla volta
della chiesa, 'dovevano' essere cancellati. Ma ciò che al regista sembra
premere ancor di più è il mostrare come il retaggio di un passato di
tradizioni ormai incancrenite nella società non sia stato ancora superato
nella realtà sociale siciliana e non solo. La sequenza dell'assessore
all'urbanistica non vedente che si fa portare i piani regolatori in plastico
e li apprezza solo dopo aver intascato l'ineludibile mazzetta è di quelle
che si ricordano. Così come (pur nel caleidoscopio a tratti pensoso e a
tratti decisamente macchiettistico della miriade di personaggi che
attraversano la scena) resta presente, nello scorrere degli anni e delle
vicende, la pessimistica sensazione di una sorta di atavica maledizione a
causa della quale le uova rotte e i serpenti neri finiscono col far parte
del passato, del presente e del futuro di una terra che ha bisogno di una
frattura traumatica per poter liberare una volta per tutte una vitalità
creativa che certo non le manca.